Paolo IabichinoImmaginate le nostre facce mentre Paolo Iabichino ci informa che i Millennials non potranno mai essere un cluster (A proposito: avete mai provato a fare una ricerca sui consigli di sedicenti esperti in materia? Nulla di più esilarante).

Vanno verso l’unplugged (troppi finti amici e genitori curiosi), sono disponibili a farsi profilare ma quelli tra loro che hanno un potere d’acquisto interessante spenderanno sempre meno in merci di serie, quindi chi tenta di vendergli qualcosa con le tradizionali analisi di mercato, perde solo il suo tempo.

È andato avanti così per un’ora, il Chief Creative Officer del Gruppo Ogilvy&Mather Italia, in una conferenza allo scorso Ttg dove ha anche asserito che il profitto non si fa pensando al profitto perché l’advertising che fa fare i soldi è quello che allunga il circuito tra noi e il malloppo, obbligandoci a passare prima per la comunicazione efficace, il consenso e la fiducia tra noi e il cliente che vogliamo diventi nostro.

Praticare l’Invertising: questa rivoluzione che altro non fa se non riportare noi professionisti della vendita al marketing relazionale, congedandoci simpaticamente da quella parte del commercio elettronico che non è riuscita a sostituirci con una campagna Adwords.

Un cambio d’atteggiamento, linguaggio e sensibilità, un’inversione di marcia dal PUSH al PULL, ossia dallo “spingere il prodotto” all’”attirare il consumatore” attraverso l’empatia, il rifiuto dell’inganno e del gioco al ribasso, alla riconquista dell’acquisto d’impulso.

Questi ed altri, stando a quanto proferito dal prode @Iabicus, sarebbero i segreti degli Olimpic Brand, entrati ormai nella leggenda dell’advertising. La Fiera è stata l’occasione per riproporre una carrellata delle migliori prestazioni in formato spot prodotte negli ultimi anni: quella della marca che ha abbracciato la causa dell’autostima femminile, quell’altra che celebra il ruolo primario svolto dalle madri nel successo sportivo dei campioni, la risposta alla Brexit del sindaco di Londra e l’originalissima campagna del Ministero Ecuadoregno del Turismo, realizzata, a loro insaputa, scarrozzando ignari viaggiatori indigeni, un po’ troppo esterofili, in giro per il Paese mentre era stato fatto loro credere di stare trascorrendo una vacanza in una località straniera.

Un lungo (per fortuna) elenco di avveduti committenti che nel marketing hanno deciso di fare esattamente il contrario di quello che farebbe ogni pessimo venditore: non prendere mai una posizione precisa. Soprattutto nei confronti delle strategie dozzinali.

Facciamo #Invertising?
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