Info Point al Cibus, Fiera di parma, 13-17 aprile 2016.
Info Point al Cibus, Fiera di parma, 13-17 aprile 2016.

L’edizione 2016 del Cibus ha segnato nuovamente il trend delle innovazioni di prodotto nel Food-packaging: l’industria alimentare, infatti, si è superata nel parcellizzare la sua offerta e rendere i prodotti fruibili al consumatore.

Arrivano così le purea di frutta in pratici Gualapack tascabili da riporre nello zainetto dei vostri bimbi: dopo aver facilmente stappato, il contenuto può essere ingerito direttamente dalla comoda bustina ed è porzionato in 90 grammi di frutta (composta per il 90% da prodotto biologico).

Il formaggio è poco pratico come spuntino? Arriva lo snack croccante di bocconcini cotti al forno che ti dice anche quante calorie assumi se apri la confezione da 15 grammi e infili le dita impiastricciandole di sapido simil-grana. E che il comparto degli snack sia in impennata è un dato certo.

Cosa dire invece della bevanda a base di siero di latte (ma senza lattosio) con aggiunta di vitamine A, C, ed E, che vi nutre e rinfresca senza depositarsi sui vostri fianchi? Una delizia per papille e gola.

Molte volte però questi prodotti sono confezionati in Italia ma di origine straniera, che quando va bene si intende UE. Subire la concorrenza (per carità: questa sì, lealissima) in casa nostra, dove i prodotti imitanti le nostre eccellenze trovano proprio in aziende italiane il viatico preferenziale per accedere alle nostre tavole, rende sempre più ardua la convivenza con la nostra identità storica e, inutile negarlo, difficile la competizione per le piccole produzioni italianamente artigianali.

Altra nota dolente è l’involucro: due volte su tre non è riciclabile.

Il Cibus è sempre di più una fiera internazionale, nonostante qualche problemino logistico sulla rete urbana. Ciò che riluce sempre più è la cura nell’allestimento degli stand, molti dei quali progettati per essere ergonomici, ampi e soprattutto luminosi. Quanto poi sia gradito che l’Ente Fiere di Parma (al pari di quello di Rimini, ad esser franchi) riservi il parcheggio gratuito a noi giornalisti, qui lo diciamo e qui lo ribadiamo.

Abbiamo trovato i convegni di divulgazione sullo sviluppo commerciale all’estero, in riferimento a specifici target geografici, istruttivi e condotti in modo competente. Ciò che vale per i professionisti dell’internazionalizzazione, ad ogni modo, è che il Cibus è un appuntamento immancabile per intercettare cosa fa tendenza e capire che una parte importante delle risorse aziendali deve necessariamente essere dedicata alla targettizzazione, all’individuazione dei nuovi bisogni e, perché no, a quel gran pezzo di topic che caratterizza il marketing da quando esiste e per come lo conosciamo: la creazione di bisogni indotti.

Resta solo da capire quanto sia il nostro Sistema-Paese ancora attrattivo in termini di ricettività collegata a questi eventi, allorquando sono sempre di più le aziende italiane che preferiscono riservare budget per esposizioni all’estero, riscontrando in tali ambiti una selettiva partecipazione degli operatori di settore.

Se è #trendy è #Cibus
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